Brent Meistre

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Cavallo di Lavoro / La puledro 

Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale
weekend inaugurale 12-14 ottobre:
sabato 13 ottobre 20.00 – 22.00
domenica 14 ottobre 9.30 – 19.30
15 ottobre-11 novembre:
Martedì-mercoledì-giovedì 9.30 – 12.30
Venerdì-sabato-domenica 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30
Giovedì 1° novembre 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30

Cavallo di lavoro è un’animazione composta da singole immagini fotografiche messe insieme per creare una storia narrativa disgiunta e frammentata. Questo racconto è costruito intorno a meta-narrazioni che descrivono tratti della storia economica, sociale e industriale di Castelfranco Veneto, attraverso la metafora del cavallo da lavoro: un cavallo che vaga partendo dalle tracce del commercio della seta presenti nella città medievale fino alla crescita della città industriale di oggi.
Il cavallo è la rappresentazione della mobilità, del movimento, della potenza e della forza, in un certo senso è stato la linfa vitale all’origine della crescita economica di quest’area del Nord Est d’Italia. Qui la maggior parte delle attività economiche è ancora oggi guidata dalla “potenza del cavallo”, che si tratti del motore dell’automobile, della fucina, dell’impianto meccanico, dell’aereo o del treno. Il cavallo rappresenta anche lo stesso corpo umano, un corpo che è stato messo a lavorare, nei campi e nelle fabbriche e, come il cavallo da lavoro, può essere fragile, sovraccarico o gravato, eventualmente portato al pascolo.
Il tempo dell’animazione è regolato da un battito costante che riecheggia il ripetitivo galoppare del cavallo, una botte che gira, un carosello rotante o una ruota girevole. Ci accompagna lungo il viaggio attraverso paesaggi surreali e sospesi fatti di percorsi, ferrovie, strade, impianti lavorativi, corridoi e scale. La narrazione non raggiunge un punto specifico o un suo climax, ma evoca cicli di vita, modelli di lavoro e, più specificamente si rifà a ciò che Sigmund Freud chiama “viaggio verso la morte”. E questo impulso incontrollabile a fare e a ripetere, a volte così ossessivo, sembra essere qualcosa di radicato nelle stesse origini dell’uomo.

Cavallo di lavoro (Workhorse) is an animation composed of single still photographic images that combine to create a disjointed, fragmented narrative. This greater narrative is built around meta-narratives that describe features of the economic, social and industrial history of Castelfranco Veneto, through the metaphor of the workhorse as it wanders through the legacy of the region from the medieval city’s silk trade heydays until the industrial sprawl of today.
The horse is a representation of mobility, movement, power and strength; in a way, it has been the lifeblood behind the economic growth of this area of North East Italy. Most economic activity here today is still driven by ‘horsepower’, be it in the car engine, the forge, the mechanical plant, the airplane or the train. The horse also represents the human body – a body that has been put to work, into the fields and into the factories, but like the work horse can be fragile, over-worked or burdened, eventually being put out to pasture.
The animation’s tempo is set by a constant beat that echoes the repetitive cantering of a horse, a churning barrel, a spinning carousel or a rotating wheel. It pulls us along a journey through surreal and uncertain landscapes made up of pathways, railways,  roads and processing plants, and into corridors and stairwells. The narrative does not reach a specific point or its climax, but rather evokes ideas of life-cycles and work patterns, and more specifically returns to what Sigmund Freud called the ‘death drive’. This is the uncontrollable impulse to do and to repeat, sometimes obsessively, something that seems to be engrained in blood lines. 

Cavallo di lavoro

8min 38secs, Single channel 1920×1080 HD video, 2016

 

La puledro usa la metafora e il tema del cavallo ancora giovane per mettere in discussione il controllo e l’autorità sul vulnerabile, il subordinato, lo schiavizzato. L’animazione performativa prende in esame alcuni temi complessi come i ruoli di genere in villa e nella fabbrica tradizionale, rappresentando distinti tempi storici, l’assurdità dei processi quotidiani e ripetitivi di pulizia, il riordino o l’impacchettamento. L’accompagnamento della canzone Devento Mata richiama inoltre un periodo triste ma anche trionfante e, l’interpretazione surreale del motivo, può far pensare alle canzoni cantate da una donna di Castelfranco Veneto mentre sgombrava le saline sotto il potere di Mussolini.

La puledro (The foal) uses the metaphor and the motif of the young horse to question control and authority over the vulnerable, the subordinate or the enslaved. This performative animation considers various complex issues such as gender roles in the traditional villa and factory, representing distinct historical timeframes, and the absurdity of repetitive everyday processes of cleaning, tidying or packing-up. The use of the song Devento Mata recalls a mournful yet triumphant era with the surreal rendition of the song hinting at the songs sung by the woman from Castelfranco Veneto who cleared the salt marshes when Mussolini was in power.

La puledro


2min 49sec, Single channel
1920×1080 HD video, 2016

 

Brent Meistre è fotografo, curatore e regista sudafricano/italiano.
È stato finalista al Daimler Chrysler Award forContemporary Photographyin Sud Africa e ha ricevutoil primo Nelson MandelaMetropolitan Museum’s Biennale Award. Il suolavoro è stato espostoalla Bamako Photo Biennalein Mali, all’International BlackFilm Festival in Canadae al Kunstvlaai: Festivalof Independents. Il suo lavoroè stato presentato inoltresu Making Way: ContemporaryArt from China and SouthAfrica mentre il progettoSOJOURN è stato presentatoal Head-On PhotographyFestival in Australia eal Pingyao Photo Festivalin Cina. Analogue Eye: Video Art Africa, tra i suoi ultimi progetti, è un drive-in e pop-up cinema mobile che espone i lavori di 47 artisti africani. Nel 2015 ha preso parte all’Infecting the City (The Africa Centre) a Cape Town, è stato successivamente esposto a Vienna per il Wiener Festwochen, all’International Schillertage a Mannheim dove è stato proiettato nella base militare Benjamin Franklin US. Ha partecipato a numerose residenze tra le quali OMNELab a Castelfranco Veneto e Sound Development City tra Madrid, Ceuta e Casablanca nel 2016, Cultureland AIR nei Paesi Bassi nel 2017. I suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private: South African National Gallery, The Nelson Mandela Metropolitan Museum, The Oliewenhuis e The Nirox Foundation. Attualmente risiede a Belfast, in Irlanda del Nord, dove lavora come artista e curatore indipendente e commissario esterno in vari istituti accademici.

Brent Meistre is a South African/Italian photographer,curator and film-maker.He has been a finalist inthe Daimler Chrysler Award for Contemporary Photography in South Africa and received the first Nelson MandelaMetropolitan Museum’s Biennale Award. His work has been featured in the Bamako Photo Biennale in Mali, the International Black Film Festival in Canada and the Kunstvlaai: Festival of Independents. His work has also been shown on Making Way: Contemporary Art from China and South Africa, and his SOJOURN project was featured on the Head-On Photography Festival in Australia and the Pingyao Photo Festival in China. His current project Analogue Eye: Video Art Africa is a mobile drive-in & pop-up cinema that showcases the works made by 47 African video artists. In 2015, it was featured on Infecting the City (The Africa Centre) in Cape Town, and travelled to Vienna, Austria for the Wiener Festwochen and the Internationale Schillertage in Mannheim, Germany, where it was screened at the decommissioned Benjamin Franklin US Military Base. He has partaken in a number of international residencies, including OMNELab in North East Italy and Sound Development City, between Madrid, Ceuta and Casablanca, both in 2016, and Cultureland AIR in the Netherlands in 2017. His works are in various private and public collections, including the South African National Gallery, The Nelson Mandela Metropolitan Museum, The Oliewenhuis and The Nirox Foundation. He is currently based in Belfast, Northern Ireland as a fulltime independent curator and artist and external examiner for various academic institutions.