Christian Lange

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The Photographer And The Piano

Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale
weekend inaugurale 12-14 ottobre:
sabato 13 ottobre 20.00 – 22.00
domenica 14 ottobre 9.30 – 19.30
15 ottobre-11 novembre:
Martedì-mercoledì-giovedì 9.30 – 12.30
Venerdì-sabato-domenica 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30
Giovedì 1° novembre 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30

Ciao, piacere di conoscerti.
Ciao.
Eri tu il fotografo alla F.E.R.V.E.T.? Si, ero io. Era il mio lavoro. Avevamo manuali molto precisi su come fare le fotografie. Alcune istruzioni generali su come usare il flash e l’apertura. A quel tempo lavoravo spesso con una Canon AF 35J – bella macchina – compatta e molto facile da usare. (sorride dolcemente) Vedi, successivamente abbiamo avuto anche un modello della Pentax che però non mi piaceva così tanto. Questo è avvenuto nell’ultimo periodo, prima che  la situazione precipitasse. Sembra un po’ noioso – lavorare sempre con queste istruzioni?
No, no – non lo era. Avevo una ruolo di responsabilità. Per la nostra azienda le mie fotografie divennero un prezioso archivio e, per questioni legali, erano sempre la prova evidente del lavoro fatto. Ho preso molto sul serio il mio lavoro. A volte dovevo arrampicarmi sul tetto, strisciare sul pavimento o persino divincolarmi sotto il treno per ottenere i risultati migliori. Quale era la parte del tuo lavoro  che preferivi?
È difficile dirlo – in generale adoravo i test di guida e fotografare i vagoni restaurati – poco prima che iniziassero la loro nuova vita. Avevamo ottimi collegamenti ferroviari con molte destinazioni in Europa. Andavamo ad Amsterdam, Parigi o Berlino senza biglietto! (ride) Ho sognato molto ed ero molto giovane quando ho iniziato a lavorare.  Non sapevo nulla del mondo. Nell’archivio c’è un universo infinito, lasciami pensare, composizioni still life di alta qualità con la sublime presenza/assenza del lavoro umano. Sì, sembra arte – ma francamente era solo lavoro.
(si sfoglia il materiale d’archivio)
Oh – c’era anche un pianoforte dentro?
Ah, questa era una bella foto!
(sembra molto divertito) Per le nostre pubblicità degli anni Novanta abbiamo utilizzato i progetti  più prestigiosi, per esempio il Trans-Europe Express con vagoni ristorante, un enorme bar e persino un pianoforte. Abbiamo bevuto molto quel giorno.
E finalmente stai suonando il piano? Sei tu?
(ride ad alta voce) Sì, sono io.
Ero l’unico che sapeva suonare.

 

Hello, nice to meet you. Hello.
You are the Photographer 
at F.E.R.V.E.T.?
Yes, I was. It was my job. We had strict manuals about how to take photographs. Some general instructions how to use the flash and aperture. At that time I often worked with a Canon AF 35J – bella macchina – very compact and very easy to use. (smiles gently) Anyway, later we got a model from Pentax which I didn’t like  so much. That was in the very final period. Before everything went down. That sounds a bit dull – always working with instructions?No, no – it wasn’t. I had a responsible position. For our company my photographs became a valuable archive and for legal issues they were always the ultimate evidence of work. I took my work very seriously. Sometimes I had to climb  the roof, crawl on the floor or even wriggle under the train to get the best results. What was your favourite part  of your work?
It’s hard to say… generally  I really loved the test rides andcapturing the restored wagons entirely – just before they left us to start a new life. We had very good railway connections to tons of destinations in Europe. Riding to Amsterdam, Paris or Berlin without a ticket!
(laughs) I dreamed a lot and I was very young when I started working. I knew nothing of the world.
In the archive there is such an endless cosmos of, let me think, high quality still life compositions with the sublime presence/absence of human work.
Yes, it looks like art – but frankly it was just work.
(flipping through the archival material)
Oh… there was also a piano inside?
Ah, that was a nice shoot!
(looks very amused) For  our adverts in the 1990s we used the most prestigious projects, for example the Trans-Europe Express with dining cars with a huge bar and even a piano. We all drank a lot that day. And at the end you played the piano? Is that you?
(laughs aloud) Yes, that’s me. I was the only one who could play.

F.E.R.V.E.T. Archive, Castelfranco Veneto Public Library, June 3, 2016

 

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Christian Lange è nato a Greiz, Germania, ha studiato grafica a Potsdam, Lipsia e Zurigo. Dopo la laurea ha lavorato in vari studi come  il Ludovic Balland Typography Cabinet e il Süddeutsche Zeitung Magazin. Nel 2012 ha aperto il suo studio a Monaco dedicandosi in particolare  al design editoriale, all’identità visiva e al design espositivo in ambiro artistico e culturale. Il suo lavoro pone in stretto dialogo richiesta e contenuto del progetto, esplorando i vari modi di visualizzazione e i principi stessi del linguaggio. Tale processo gli ha permesso di trovare una propria posizione creativa. Il libro Lange Liste 79-97 (Spector Books), un racconto documentato di vita familiare quotidiana, affiancata da migliaia di voci elencate, rappresenta una narrazione sperimentale sull’infanzia e sulla gioventù di Christian Lange. Segna anche l’inizio della sua attività professionale indipendente.  Il lavoro di Christian Lange è stato premiato con il “Most Beautiful Swiss Books”, “Most Beautiful German Books”,”Best Book Design from Al Over the World” e il “DAM Architectural Book Award”.

Christian Lange was born in 1979 in Greiz, Germany,  and studied graphic design  in Potsdam, Leipzig and Zurich. After graduating, he worked  for various studios, such as the Ludovic Balland Typography Cabinet and Süddeutsche Zeitung Magazin. In 2012,  he opened his own studio in Munich, focussing on book design, visual identity and exhibition design in the fields  of art and culture. His work stands in a close dialogue between questions of content, exploring various ways of visualization, and language itself. This process has enabled him to find his very own creative positioning.
The publication Lange Liste 79-97 (Spector Books), a documentary of everyday family life supported by thousands of list entries, conducts an experimental narrative of Christian Lange’s own childhood and youth.
It also marks the start of his independent professional activity. Christian Lange’s work has been awarded with the “Most Beautiful Swiss Books”, “Most Beautiful German Books”, “Best Book Design from All Over The World”  and the “DAM Architectural Book Award”.