Marten Lange

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Empty Rooms

Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale
weekend inaugurale 12-14 ottobre:
sabato 13 ottobre 20.00 – 22.00
domenica 14 ottobre 9.30 – 19.30
15 ottobre-11 novembre:
Martedì-mercoledì-giovedì 9.30 – 12.30
Venerdì-sabato-domenica 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30
Giovedì 1° novembre 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30

A Castelfranco, come in altre parti del mondo, ci sono uffici e negozi vuoti. Queste stanze ora sono vuote perché per una qualche ragione le aziende che le occupavano non riuscivano più a sostenersi. Le stanze sono in attesa di nuovi inquilini che investiranno negli affari fino al momento in cui anche loro non chiuderanno. Questo andirivieni di crisi e di opportunità è una caratteristica del nostro sistema economico. Niente è per sempre.  Tutto è transitorio. E un giorno queste stanze non esisteranno più. Saranno sostituite da qualcos’altro, qualcosa  di nascosto nel futuro e che non siamo ancora in grado di immaginare.
Ma il fatto che ogni cosa va e viene  è una caratteristica del capitalismo, e quindi va assunto come un dato di fatto dei nostri tempi.
In quest’epoca il lavoro è visto come lo stato naturale dell’esistenza l’uomo. Lo stesso vale per gli edifici, che devono essere sempre riempiti per uno scopo. Le stanze vuote ci riempiono di una sensazione di disagio, forse di tristezza. Che cosa sta facendo ora il barbiere o l’agente di viaggio che occupavano questi locali? Non ne sappiamo nulla, ma è facile presumere che siano incappati in tempi difficili.
E così, le stanze vuote ci ricordano la nostra vulnerabilità nel sistema economico.
D’altra parte, una stanza vuota  ha la promessa di essere riempita  di nuovo da qualcosa di nuovo. Ciò che va e viene, viene anche di nuovo.
In piedi in una strada tranquilla,  da qualche parte sul bordo orientale della città, cercando di sbirciare attraverso una finestra nella stanza vuota, mi vedo riflesso in una finestra dall’altra parte della stanza.

 

In Castelfranco, as everywhere in the world, there are empty offices and shops. These spaces are empty because the businesses that used to occupy them were not sustainable for some reason or another. They are now awaiting new tenants who will conduct business there until they close down  as well. This back and forth of crisis and opportunity is a basic characteristic of our economic system. Nothing is forever. Everything is transient. And one day, these spaces will no longer exist at all. They will  be replaced by something else, something hidden in the future, and we might not even be able to imagine it yet. But the fact that everything comes and  goes is a fact of capitalism,  and so it is a fact of life.
Work is seen as the natural state of existence for humans  in this age. The same goes  for buildings, which must always fill a purpose. Empty spaces fill us with an uneasy feeling, a sadness perhaps. What are they doing now, the barber or travel agent that once occupied these premises? We know nothing about that, but it’s easy to assume that they’ve come upon tough times. And so, the empty spaces remind  us of our own vulnerability in the economic system.
On the other hand, an empty space holds the promise of being filled again by something new. That which comes and goes, also comes again. Standing in a quiet street somewhere at the eastern edge of town, trying to peek through a window into the empty space, I see myself reflected in a window on the other side.

 

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Mårten Lange (Gothenburg, Svezia, 1984) è un artista che lavora con la fotografia. Lange crea narrazioni visive organizzando le immagini in sequenze e serie, raccogliendole principalmente in forma  di libro. Il suo lavoro si concentra principalmente sulla natura e sulla scienza isolando ed elevando fenomeni quotidiani e osservando le cose da  con una visione singolare. Ha pubblicato diversi libri tra cui Another Language (MACK, 2012), Citizen (Études, 2015), Chicxulub (autopubblicato, 2016) e The Mechanism (MACK, 2017). Vive e lavora a Berlino.

Mårten Lange (born in Gothenburg, Sweden, in 1984) is an artist working with photography. Lange creates narratives by organizing images in sequences and series, primarily in book form. His work is often about nature, science, isolating  and elevating everyday phenomena and looking at things with a singular vision.
Lange has published several titles, among them Another Language (MACK, 2012), Citizen (Études, 2015), Chicxulub (self-published, 2016) and The Mechanism (MACK, 2017). He lives  and works in Berlin.