Massimo Mastrorillo

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1:26-28

Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale
weekend inaugurale 12-14 ottobre:
sabato 13 ottobre 20.00 – 22.00
domenica 14 ottobre 9.30 – 19.30
15 ottobre-11 novembre:
Martedì-mercoledì-giovedì 9.30 – 12.30
Venerdì-sabato-domenica 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30
Giovedì 1° novembre 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30

Negli anni Novanta l’architetto Stefano Boeri aveva sottolineato come l’Italia avesse subito profondi cambiamenti del territorio, in conseguenza delle altrettanto profonde trasformazioni  del tessuto sociale e dei costumi.
Il Paese, ricco e poco regolato, si era costruito un territorio a sua immagine  e somiglianza. Quest’analisi così severa mi ha riportato ai passi della Genesi 1,26-28: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
Esponenziale è stata la dispersione sul territorio in nome del “lavoro sempre e dovunque” specie nel Nord Est e, in particolare, nell’area di Castelfranco Veneto, una delle prime aree a industrializzarsi in questa regione. Così come esponenziale è stata la perdita di identità e la creazione della sub-cultura del “m’interessa  solo ciò che porta guadagno”.
E se il Nord geografico è la direzione verso l’estremità settentrionale dell’asse sul quale ruota la terra, questo territorio dapprima evoluto e poi involuto rappresenta la più generale involuzione del nostro Paese e della logica scellerata del profitto a qualunque costo, in una sorta di “loop” al quale non ci si può sottrarre, esattamente come la Terra non può evitare di ruotare intorno al proprio asse. Poche sono le persone ritratte nel mio lavoro. Sono per lo più presenze aliene, che lasciano tracce o assenze legate a ricordi sbiaditi.
La memoria è un lusso che non ci si può permettere. Delle persone che hanno fatto la storia di questi luoghi, nel silenzio delle fabbriche, rimangono poche memorie scritte, descrizioni telegrafiche (sposata, con prole, ritardo, licenziato/a, promosso/a, defunto/a, ecc.) che ci fanno dimenticare del sudore, delle emozioni, dell’entusiasmo che hanno riempito le costruzioni asettiche e invivibili che l’industrializzazione sfrenata del secondo dopoguerra ci ha regalato. E nell’apparente deserto che ne deriva, i segni della storia convivono caparbiamente accanto ai segni di quello che ci hanno fatto credere fosse “lo sviluppo”, così come il talento e l’entusiasmo continuano a convivere affianco alla rassegnazione per ciò  che si è perduto.

 

In the 1990s, architect Stefano Boeri emphasized how the Italian landscape had been profoundly changed as a result of equally profound transformations in the country’s social fabric and habits. This wealthy, largely unregulated country had fashioned itself a landscape in its own likeness. This cutting analysis brought to mind the verses from Genesis 1:26–28: “Be fruitful and multiply, and replenish the earth, and subdue it; and have dominion over the fish in the sea and over the fowl in the air, and over every living creature that moveth upon the earth.”
The philosophy of “work always and everywhere” has spread exponentially across the land, especially in the Northeast, and particularly in the Castelfranco Veneto area, which was one of the first in the region to be industrialized.
The loss of identity and diffusion of the “I only care about what is profitable” subculture has been similarly exponential. While geographical North is the direction of the Northern tip of the axis on which the Earth spins, this initially evolved and subsequently convoluted land represents the more widespread regression of the whole of Italy and the nefarious logic of profit at any cost, in a sort of loop that is impossible to escape, just as the Earth cannot avoid spinning on its own axis. 
Few people are portrayed in my work. They are for the most part alien presences, which leave traces or absences connected with faded memories.
Memoryis a luxury we cannot afford. In the silence of the factories, few written memories remain of the people who constitute the history of these places: telegraphic descriptions (married, with children, late, fired, promoted, deceased, etc.) that make us forget the sweat, emotions and enthusiasm that filled the aseptic and uninhabitable constructions left to us by the unchecked industrialization of the post-war period. In the resulting apparent desert, the signs of history stubbornly survive alongside the signs of what we were told was “development”, just as talent and enthusiasm continue to live side by side with resignation over what has been lost.

 

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Massimo Mastrorillo lavora principalmente su progetti documentari a lungo termine dedicandosi alle profonde conseguenze della guerra, dei disastri naturali e alle loro ricadute sulla società. Tra i principali progetti: Mozambique a Nation Balanced Between Poverty and Dream, Indonesia: Just Another Day, White Murder, Bosnia and Herzegovina: if Chaos awakens the Madness, Life after Zero Hour, Aliquale Il Mare siamo Noi.
Tra i premi ricevuti: World Press Photo, Pictures of the Year International (POYi), Best of Photojournalism, “Attenzione Talento Fotografico” – FNAC, PDN Photo Annual, International Photographer of the Year al 5° Annual Lucie Awards, Sony World Photography Awards, Aftermath Grant (finalista, 2011). È stato nominato per il Prix Pictet 2009 Earth e 2015 Disorder. Il suo progetto Il Mare siamo Noiè stato selezionato per la Vevey Images Grant 2015 e 2017. E’ stato ambasciatore Leica. Talent Manager presso LUZ, una delle principali agenzie fotografiche in Italia, ha insegnato per diversi anni presso la Scuola Romana di Fotografia, la Leica Akademie e la DOOR Academy.
Mastrorillo è membro fondatore di D.O.O.R., factory romana che lavora con la fotografia, il talent scouting e l’editoria.

 

Massimo Mastrorillo has been working mainly on longterm documentary projects, devoting himself to the profound consequences of war and natural disasters and their after-effects on society. Among his major projects are: Mozambique a Nation Balanced Between Poverty and Dream, Indonesia: Just Another Day, White Murder, Bosnia and Herzegovina: if Chaos awakens the Madness, Life after Zero Hour, Aliqual and Il Mare siamo Noi. His awards include the World Press Photo, the Pictures of the Year International (POYi), the Best of Photojournalism, the FNAC “Attenzione Talento Fotografico”, the PDN Photo Annual, the International Photographer of the Year at the 5th Annual Lucie Awards, the Sony World Photography Awards, the Aftermath Grant (finalist, 2011). He was nominated for the Prix Pictet 2009 Earth and 2015 Disorder. His project Il Mare siamo Noiwas shortlisted for the Vevey Images Grant 2015 and 2017.
He was a Leica Ambassador. He was Talent Manager at LUZ, one of the main photoagencies in Italy. He has been teaching for several years at the Scuola Romana di Fotografia, the Leica Akademie and the D.O.O.R. Academy. Mastrorillo is a member and one of the founders of D.O.O.R., a Roman factory working with photography, talent scouting and publishing.