Massimo Sordi

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LL.PP. (Lavori Pubblici) 1996-1997

Torre Civica – via Francesco Maria Preti
weekend inaugurale 12-14 ottobre:
Sabato 13 ottobre 20.00 – 22.00
Domenica 14 ottobre 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
15 ottobre-11 novembre:
Sabato 11.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Giovedì 1° novembre 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30

Ho iniziato a fotografare all’inizio degli anni Novanta mentre frequentavo i corsi di Italo Zannier allo IUAV a Venezia, in quel periodo portavo sempre con me la piccola Rollei munita di flash. Come Antonino Paraggi di Italo Calvino ero ossessionato dal catturare ogni momento e, i miei soggetti privilegiati, riguardavano il mondo più prossimo a me: i famigliari, gli amici, i colleghi di lavoro del Comune di Castelfranco Veneto. Fotografavo incessantemente, di giorno e di notte, a volte “scattavo” senza nemmeno sviluppare i negativi che riponevo all’interno di scatole e cassettiere nel privato della mia camera oscura. Ciò che m’interessava veramente era l’atto del fotografare attraverso un uso quasi sfrontato dell’apparecchio fotografico, mi divertivo a misurare le relazioni tra le persone e a svelare l’ambiente in cui si muovevano, non sentivo la necessità immediata di verificarne i risultati.
Soltanto recentemente ho deciso di metter mano al vecchio archivio di negativi e lì, con grande sorpresa,  ho ritrovato una serie di immagini di colleghi, impiegati, operai, tutti ritratti nel periodo in cui ho lavorato come tecnico presso il Settore Lavori Pubblici del Comune di Castelfranco Veneto, nell’allora sede distaccata dell’ex asilo nido di via Verdi, al civico n.3. Oggi osservo quei volti con particolare attenzione, comprendo il valore delle fotografie come preziose rievocazioni personali e come straordinari frammenti di una memoria collettiva, dove le espressioni delle persone raccontano un ambiente lavorativo forse ancora ingenuo, non ancora assoggettato alla macchina e al computer e descrivono luoghi in cui i rapporti tra le persone assumevano un ruolo importante, anche per la qualità stessa delle attività svolte insieme. Si condividevano progetti e metodi di lavoro, era naturale aiutarsi vicendevolmente, il dialogo era sempre aperto tra tutti, impiegati ed operai  che erano soliti relazionarsi incontrandosi nei diversi uffici fin dal mattino presto. Un metodo di lavoro certamente differente rispetto a quello di oggi, caratterizzato sempre più da un saper fare dipendente dalla conoscenza e dall’utilizzo degli strumenti elettronici che, se da un lato sembra favorire la produttività ed il rendimento, dall’altro sembra amplificare le distanze alterando gli spazi tra le persone e le loro reciproche relazioni. Dedico questo lavoro a tutti i colleghi di lavoro di questi anni ed in particolare gli amici Nino e Angelo, compagni indimenticati.

 

I started taking photographs back in the early nineties, when I was taking Italo Zannier’s courses at IUAV (the Venice Architecture University Institute). At that time, I always had my little Rollei with me, with its flash, and like Italo Calvino’s character Antonino Paraggi, I was obsessed with capturing every moment. My favourite subjects related to the world closest to me, my family, my friends, and my colleagues working for the Municipality of Castelfranco Veneto. I took photographs incessantly, day and night, sometimes shooting without even developing the negatives, which I put in boxes and drawers in the privacy of my dark room. What really interested me was the act of photographing itself, and through the almost brazen use of my camera, I used to amuse myself sounding out the relationships between people and revealing the environment they moved about in; I did not feel an immediate need to check the results.
Very recently I decided to take a look at my old negative archive and to my great surprise I discovered a whole series of portraits of colleagues, both office workers and physical labourers, from when I used to work as a technician for the Public Works Sector of the Municipality of Castelfranco Veneto, back when the branch office was in what had once been a child care centre, at via Verdi 3. Today I look at those faces with special closeness; I can see the value of those pictures not only as precious personal re-echoes but above all as extraordinary fragments of a collective memory, in which their facial expressions tell of a work place that was still pure, perhaps, one not yet taken over by machines and computers, and describe places where interpersonal relationships still played an important role, also in the quality of the work they did together. They shared projects and work methods. It was normal to help each other out, dialogue was always open to all, office workers and physical labourers who were used to getting along, meeting up with each other in various offices from early morning on. Certainly, it was a way of working very different from the one we have today, where what we see increasingly is skill based on familiarity with and the use of electronic devices, which from one side seems to favour productivity and output, while on the other it seems to broaden distances, altering the spaces between people and their mutual relationships. I should like to dedicate this work to all my co-workers from those years, in particular two comrades whom I have never forgotten, Nino and Angelo.

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MASSIMO SORDI
Architetto, fotografo e curatore, dal 2001 è docente dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, dove insegna Storia e Tecnica della Fotografia, AFPG II – Laboratorio di Fotografia. Coordinatore delle diverse attività fotografiche è correlatore di molte tesi di laurea. È impiegato presso l’ufficio Ambiente del Comune di Castelfranco Veneto. Curatore del SI Fest, Festival Internazionale di Fotografia di Savignano sul Rubicone (FC), tra il 2010 e il 2014. Ha coordinato progetti fotografici sul territorio e workshops internazionali. Ha ideato Global Photography (2009-2013), progetto sulla giovane fotografia internazionale, presentato, attraverso mostre e cataloghi, in molte città italiane e all’estero e ha curato le mostre di Max Pam (Australia), Gerry Johansson (Svezia), Hans-Christian Schink (Germania), Ute e Werner Mahler (Germania), Rob Hornstra (Olanda), Bernhard Fuchs (Austria), Michael Wolf (Hong Kong), Roger Ballen (Sudafrica), Simon Roberts (GB), Joachim Eskildsen (Danimarca). La sua prima monografia “Indian photographs” è stata pubblicata a settembre 2010 per Alinea. Nel 2013 ha curato un progetto di residenza d’artista per 10 fotografi a Castelfranco Veneto sul tema della città murata, esposto in mostra e pubblicato nel catalogo LNM10, nel 2014 ha ideato Atlante.it, 35 progetti fotografici di collettivi italiani, esposto al SI Fest 23^ edizione. E’ stato nominato tra i curatori del Padiglione Venezia per la Biennale di Architettura del 2016.

Massimo Sordi is an architect, photographer and curator. Since 2001 he has taught at the Alma Mater Studiorum at the University of Bologna, where he teaches Photography (History and Techniques) at AFPG II – Photography Workshop. He also coordinates various photographic activities and has been on the examining board for many BA theses. He was curator of SI FEST (the International Photography Festival at Savignano sul Rubicone) from 2010 to 2014. He has coordinated local photographic projects and international workshops. He conceived Global Photography (2009-2013), an international young photography project that was shown in exhibitions and catalogues in many cities in Italy and abroad, and curated the exhibitions of Max Pam (Australia), Gerry Johansson (Sweden), Hans-Christian Schink (Germany), Ute and  Werner Mahler (Germany), Rob Hornstra (Netherlands), Bernhard Fuchs (Austria), Michael Wolf (Hong Kong), Roger Ballen (South Africa), Simon Roberts (GB), and Joachim Eskildsen (Denmark). His first monograph Indian photographswas published by Alinea in September 2010. In 2013, he organized an artist residency in Castelfranco Veneto (the project theme was the walled city), which was exhibited and published in LNM 10. In 2014, he conceived Atlante.it, 35 photographic projects by Italian photographer collectives, which was exhibited at the 23rdSI FEST. He was one of the curators of the Venice Pavilion at the 2016 Biennale Architettura. In 2016, he took on the OMNE project (North East Mobile Observatory) which investigates the environmental, architectural, anthropological, social and cultural aspects of northeastern Italy through a multidisciplinary approach (workshops, artist residencies, conferences, exhibitions). OMNE is promoted by the Municipality of Castelfranco Veneto and ULSS 2 Marca Trevigiana.