Mattia Balsamini

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Risorse disponibili.
Tempo, spazio, lavoro e la vicinanza a casa.

Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale
weekend inaugurale 12-14 ottobre:
sabato 13 ottobre 20.00 – 22.00
domenica 14 ottobre 9.30 – 19.30
15 ottobre-11 novembre:
Martedì-mercoledì-giovedì 9.30 – 12.30
Venerdì-sabato-domenica 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30
Giovedì 1° novembre 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30

Durante l’infanzia ho trascorso gran parte dei miei pomeriggi dopo la scuola nell’ufficio di mio padre. Marco, questo è il suo nome, è tuttora proprietario di un’azienda che progetta e installa sistemi di riscaldamento e raffreddamento. All’epoca non nutrivo una gran passione per il suo lavoro, non capivo nemmeno cosa facesse per vivere. Ma sapevo bene che, prima di lui, mio nonno era il primo proprietario dell’azienda che ora Marco stava portando avanti. Gli uffici erano situati al di fuori di una strada cittadina vicino alla stazione ferroviaria di Sacile, e dietro il cancello d’ingresso si vedeva questa casa a tre piani costruita negli anni Settanta. Al piano inferiore c’erano gli uffici, mentre al primo e al secondo piano c’era la residenza dei miei nonni. Ho vissuto ed ho giocato tra questi due mondi pensando che fossero lo stesso. Mangiare uno spuntino pomeridiano, parlare con mia nonna, poi camminare al piano di sotto per giocare con gli strumenti del laboratorio, tra gente affaccendata. Il lavoro era molto vicino all’ambiente casalingo, e questi due mondi si intersecavano continuamente.
La veloce trasformazione del dopoguerra nella mia città natale (come nella maggior parte dei paesi dell’Italia nord-orientale), ha portato quest’area rurale dalla povertà alla ricchezza in pochi decenni, ricchezza che non è stata creata grazie al petrolio, al gas o all’oro, ma attraverso le uniche risorse disponibili: tempo, spazio e lavoro. Il lavoro è un’azione, ma è anche un luogo, uno spazio in cui ci muoviamo ed esistiamo. Proprio come la casa. Durante la residenza a Castelfranco mi sono interrogato sul modo in cui si influenzano vicendevolmente i diversi ambiti domestico e lavorativo, che sono tipici di questa zona. Credo di essermi interessato a riscoprire ciò che avevo visto per la prima volta nella mia infanzia.

“L’uomo si difende, questa è una specie di necessità degli animali. L’uomo veramente si difende contro l’unica cosa che si impone, la morte, i nulla, l’incognita della sua esistenza. Tutto è nemico dell’uomo. L’uomo è nemico di se stesso, i suoi pensieri, i suoi gesti, gli altri uomini, i loro pensieri, i loro gesti, le cose: tutto è nemico dell’uomo. E l’uomo si difende. Si difende come può, usando le stesse armi che gli sono nemiche, i pensieri, i gesti, la vita che gli è nemica per sfuggire al nulla”.

“Per qualcuno può essere lo spazio”, Ettore Sottsass

 

I spent most of my childhood afternoons after school at my father’s office. Marco, that is his name, owned (and still does) a business designing and installing heating and cooling systems. At the time I wasn’t passionate about his job, I wasn’t even exactly sure what he did for a living. But I knew well that, before him, my grandfather owned the firm and that now Marco was carrying it on. The offices were located off a town road near the Sacile railroad station, and behind the entrance gate you could see this three-storey house built in the seventies. On the ground floor were the offices, while on the first and second floor was my grandparents’ residence.
I moved and played between these two worlds almost seamlessly, being accustomed to think they were one. Eating an afternoon snack, talking with my grandma, then walking downstairs to play with the tools in the workshop, among busy working people. Labour, very close to home, at the point they intersect.
The fast shift of the post- war period that took place in my hometown (like in most of north-eastern Italy) projected the area from rural poverty to richness in a few decades – richness that wasn’t created thanks to oil, gas or gold, but through the only available resources: time, space and labour. Labour is an action, but it is also a place – a space in which we move and exist. Just like home is. What I started questioning, during the residence in Castelfranco, was how the contact of the domestic and work settings, typical of this area, affected each other. I believe I became interested in re-discovering what I first saw in my childhood.

“Man defends himself. It is a sort of animal need. Man truly defends himself against the only thing that imposes itself: death, nothingness, the enigma of his existence. Everything is man’s enemy. Man is enemy to himself, his thoughts, his acts, other men, their thoughts, their acts, things: everything is man’s enemy. And man defends himself. He defends himself as he can using the same weapons that are his enemies, thoughts, acts, life, which is his enemy to escape nothingness.”

“Per qualcuno può essere lo spazio”, Ettore Sottsass

 

Mattia Balsamini ITALIA

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Mattia Balsamini

Nato a Pordenone nel 1987, nel 2008 ha lavorato con alcuni fotografi di moda a Los Angeles. Nel 2010 è stato assistente di David LaChapelle presso lo studio di Hollywood, lavorando sia sul set che sui materiali d’archivio del fotografo. Dopo aver conseguito la laurea cum laude al Brooks Institute (California) è tornato in Italia dove ha iniziato  ad insegnare all’Istituto Universitario di Architettura  di Venezia, presso il Laboratorio Multimedia (MeLa). Ècofondatore del collettivo Fernweh assieme alla graphic designer Lucia Del Zotto e l’editrice Gabriella De Domenico. Attualmente vive e lavora  tra Venezia e Milano.

 

Born in Pordenone, Italy, in September 1987. Moved  to Los Angeles, California in 2008. Assisted still life, adv, fashion photographers for a while, carried lots of strobes and stands and cases for them. In 2010 assisted David LaChapelle at his Hollywood Studio, working both on set and in the archive. Graduated with Honorable Mention at Brooks Institute and moved back to Italy – still favorite place on Planet Earth. Educator at MeLa, the rendering and interactive research department at IUAV University of Venice. Co-founder of Collettivo Fernweh he is collaborating with graphic designer Lucia Del Zotto and editor Gabriella De Domenico. Indecisively living between Venice and Milan.