Petra Stavast

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Costruzione – Ricostruzione – Ristrutturazione – Riparazione – Revisione

Torre Civica – via Francesco Maria Preti
weekend inaugurale 12-14 ottobre:
Sabato 13 ottobre 20.00 – 22.00
Domenica 14 ottobre 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
15 ottobre-11 novembre:
Sabato 11.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Giovedì 1° novembre 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30

 

F.E.R.V.E.T., acronimo di Fabbricazione E Riparazione Vagoni E Tramway, era una fabbrica per la costruzione di vagoni ferroviari fondata a Bergamo nel 1907. L’attività nello stabilimento di Castelfranco Veneto è iniziata l’anno seguente, grazie a ordini di lavoro relativi alla riparazione, revisione, modernizzazione e trasformazione di vagoni e carrozze ferroviarie. Nel corso della crisi degli anni ‘90, tutta la produzione si è concentrata nell’unico stabilimento di Castelfranco e, nel 2011, dopo un tentativo di consorziarsi con altre società, la F.E.R.V.E.T. è stata messa in liquidazione, così la fabbrica di Castelfranco ha chiuso definitivamente.
Nel 2016 ho iniziato a indagare la prima parte di un vasto archivio salvato dalla fabbrica, districandomi tra vari materiali disseminati in pile di mappe e scatole dislocate in luoghi diversi, contenenti un’ampia varietà di documenti, progetti, disegni, ritagli e, soprattutto, fotografie.
Per decenni l’archivio è stato gestito dal signor G. Berdusco, un archivista meticoloso che promuoveva un’organizzazione altrettanto rigorosa, in accordo col suo modus operandi. Il suo archivio includeva anche un manuale con istruzioni dettagliate e più volte rettificate, scritte per dei dipendenti che non avevano alcuna conoscenza di macchine fotografiche, di flash o di fotografia in generale. Soprattutto a causa di un sovraccarico di dettagli riportati, finalizzati ad erudire i dipendenti dalle basi, le istruzioni sembravano diventare incomprensibili anche per i fotografi esperti. Questo potrebbe spiegare l’immensa quantità di immagini apparentemente identiche. Tenendo presente il lavoro realizzato da Berdusco, ho immaginato una nuova porta d’accesso all’archivio, componendo nuove categorie con criteri di selezione che si basano su aspetti più specificatamente tecnici, cronologici, o poetici. Nella mia versione interpretativa dell’archivio, l’aspetto e le caratteristiche del materiale archivistico entrano quindi in relazione con il loro contenuto e la loro collocazione, sia di forma  che di significato.

 

F.E.R.V.E.T., an acronym for Fabbricazione E Riparazione Vagoni E Tramway (Manufacturing and Repairing Wagons and Tramways), was a railway manufacturing company established in Bergamo in 1907. Activity in the Castelfranco Veneto plant started the following year, with orders for the repair, overhaul, modernization and conversion of train wagons and railway carriages. During the 90’s crisis, all production concentrated in the Castelfranco plant, the only one still in operation, and in 2011, after an attempted merger with other companies, F.E.R.V.E.T. went into liquidation and the factory in Castelfranco closed down. In 2016, Petra Stavast started investigating the remains of an extensive archive that had been saved from the factory, sorting out the incomplete material that was scattered about in piles of maps and boxes at different locations, and that contained a wide range of documents, blueprints, drawings and clippings, but mostly photographs. For decades, the archive had been maintained by G. Berdusco, a meticulous archivist who, from what could be seen from the remains of his systems, obviously ran  a tight ship. His archive included several intensely detailed and repeatedly updated instructions, written for employees who  had no knowledge of cameras, flashes, or photography in general. While instructing them from step one up, the instructions were so detailed that they became incomprehensible, even for trained photographers.  This might explain why so many seemingly identical images were taken. With Berdusco in mind, Stavast created a new way of accessing the archive by creating new categories based on selection criteria ranging from factual technical specifications and time-frame aspects to more artistic parallels. In her version of the archive, the appearance and characteristics of the archival material relate to its content and location,  a relationship that is both  visual and meaningful.

 

04-05

 

 

Petra Stavast(1977) è un’artista visiva olandese. Utilizzando fotografia, film e testo rivela e struttura complesse questioni sociali, spesso a partire da osservazioni personali apparentemente insignificante. Nei suoi libri China/S75(Roma Publications, 2008), Libero(Roma Publications, 2009) e Ramya(Roma Publications, 2014) unisce diversi frammenti di ricerca, traducendoli in storie visive efficaci. Il suo lavoro è stato esposto in musei, gallerie, istituzioni culturali e festival in tutto il mondo. Si è laureata con lode alla School of Fine Arts St. Joost, nei Paesi Bassi. Con il graphic designer Hans Gremmen ha fondato Fw:Books, casa editrice indipendente dedicata alla fotografia, con cui ha partecipato a fiere internazionali tra cui la New York Art Book Fair, Unseen Amsterdam, Offprint Paris e Offprint London. Attualmente insegna alla School of Fine Arts di Utrecht, vive e lavora Amsterdam.

Petra Stavast(1977) is a Dutch visual artist. Through the media of photography, film and text she unravels and structures complex social issues, often departing from a seemingly insignificant personal observation. In her books China/S75(Roma Publications, 2008), Libero(Roma Publications, 2009) and Ramya(Roma Publications, 2014) she brings different fragments of research together and translates them into a compelling visual story. Her work has been exhibited in museums, galleries, cultural instates and festivals around the globe. She received her BFA with honours from the School of Fine Arts St. Joost, Netherlands. Together with graphic designer Hans Gremmen she founded Fw:Books, an independent publishing house with a focus on photography and related topics. They attend fairs such as the New York Art Book Fair, Unseen Amsterdam, Offprint Paris and Offprint London. She currently teaches at the School of Fine Arts in Utrecht, and lives and works in Amsterdam.