TFTF

LOGO

 

F.E.R.V.E.T. Low-Fi

Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale
weekend inaugurale 12-14 ottobre:
sabato 13 ottobre 20.00 – 22.00
domenica 14 ottobre 9.30 – 19.30
15 ottobre-11 novembre:
Martedì-mercoledì-giovedì 9.30 – 12.30
Venerdì-sabato-domenica 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30
Giovedì 1° novembre 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30

 

“Cercavo un fatto o un’immagine e non una tesi per tenere insieme tutti i miei dettagli, e così sono arrivato a questa conclusione: dovrei semplicemente raccogliere in una borsa oggetti quali ciottoli di torrente e poi gettarli così che assumano una loro forma? Volevo davvero la realtà della casualità? Risposta: solo se potesse produrre un paesaggio con figure, che sipotesse srotolare come un lungo dipinto cinese o un disegno a forma di bisonte, dove sia l’inizio che la fine di un evento sonocontemporaneamente presenti nel tempo combinato dell’indiano americano. Il minimo che speravo era una mappa topografica diparole che si aprisse centimetro per centimetro per mostrare le sue lunghe miglia”.
William Least Heat-Moon, Prairyerth (A Deep Map)

Ogni dettaglio, ogni evento è connesso al successivo e non può essere investigato individualmente, ma solo in relazione alle sue prossimità, sequenze e condizioni. Ciò che ci è apparso era un contesto frammentato, costituito da una ricca trama di storie personali e memorie collettive. Abbiamo intitolato il nostro progetto “F.E.R.V.E.T. Low-fi” (F.E.R.V.E.T. in bassa fedeltà)perchè le narrazioni su cui si basa provengono dal basso: non si tratta della storia ufficiale, ma di storie personali, dimenticate e sporche. La F.E.R.V.E.T., una delle prime e più grandi fabbriche della zona di Castelfranco Veneto, ora abbandonata e non più funzionante, è stato il punto di partenza del nostro studio. Abbiamo coinvolto alcuni ex operai e abbiamo raccolto le loro storie che combinano esperienze lavorative con aneddoti privati, alle quali i luoghi, gli oggetti e le figure di Castelfranco Veneto facevano da sfondo. Siamo andati all’interno della fabbrica, cercando di capire i meccanismi delle locomotive e dei vagoni ferroviari. Abbiamo ascoltato i suoni della città e le voci delle persone intervistate. Abbiamo conosciuto nuovi amici con cui ci siamo divertiti bevendo uno “spritz”. Quello che abbiamo costruito è un archivio visivo e sonoro che racconta alcune storie personali della comunità di Castelfranco Veneto. Ogni singolo frammento personale raccolto diventa così il punto di partenza di una rete di narrazioni in grado di offrire nuoveprospettive sulla storia, più ampia, che impregna l’intero territorio circostante.

 

“I was looking for a fact or an image, not a thesis to hold all my details together, and so I arrived at this question: should I just gather items up like creek pebbles into a bag and then let them tumble into their own pattern? Did I really want the reality of randomness? Answer: only if it would yield a landscape with figures, one that wouldunroll like a Chinese scroll painting or a bison-skin drawing where both the beginnings and the ends of an event are at once present in the conflatedtime of the American Indian. The least I hoped for was a topographic map of words that would open inch by inch to show its long miles”. William Least Heat-Moon, Prairyerth (A Deep Map)

Every detail, each event is linked to the next and cannot be investigated individually, only in relation to its proximities, sequences and conditions. What came to us was a fragmented context, consisting of a rich plot of personal stories and collective memories. We entitled our project “F.E.R.V.E.T. Low-fi”(low-fidelity) because thecommunications on which it was based came from the bottom up: they were not official stories but personal,forgotten and “dirty” ones. F.E.R.V.E.T., one of the firstand largest factories in the area of Castelfranco Veneto, now abandoned and no longer working, has been the starting point for our study. We involved some former factory workers and collected their stories, which combine working experiences with private anecdotes, and to which places, objects and figuresof Castelfranco Veneto were the background. We went inside the factory, trying to understand the mechanisms of the locomotives and railway carriages. We listened to the sounds of the city and the voices of the people interviewed. We met new friends with whom we shared a good time by drinking a “spritz”, the Italian aperitif. What we have built is a visual and sound archive that tells personal stories of the community of Castelfranco Veneto. Every personal fragment collected becomes the starting point of a network of narrations able to offer new perspectiveson the wider story about the entire surrounding territory.

 

3 (Copia)

 

 

 

TFTF è un collettivo formato nel 2013 dai designers Davide Belotti, Riccardo Cavallaro e Antonino Rizzo. La loro collaborazione ha avuto inizio durante il Master in Design della Comunicazione all’ISIA di Urbino, dove hanno approfondito il loro interesse per la ricerca sul paesaggio. TFTF interpreta la pratica del design come strumento per analizzare e narrare la percezione dello spazio circostante. Lavora con una diversità di linguaggi e di strumenti comunicativi che mirano a ricostituire lo spazio vissuto, per costruire e sperimentare un nuovo spazio di relazioni. TFTF ha partecipato a diverse mostre collettive tra cui Sedimenta Festival a Urbania nel 2013, e New Craft – XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano nel 2016. Ha ricevuto il Premio Abbado nel 2015 (un premio istituito in Italia dal Ministro dell’Educazione, dell’Università e della Ricerca) e ha preso parte inoltre ad alcune residenze artistiche tra cui Waaw 2017 a Saint-Louis (Senegal).Attualmente i componenti del collettivo vivono e lavorano tra Londra, Catania e Bolzano.

 

TFTF is a collective of designers formed in 2013 by Davide Belotti, Riccardo Cavallaro and Antonino Rizzo. They began collaborating during their Master’s in communication design at ISIA Urbino, where they deepened their interest in landscape. TFTF interprets the practice of design as a tool to analyse and narrate the perception of surrounding space. They work with a variety of languages and media whose aim is to reconceive lived space, and to build and test a new space of relationships. TFTF has participated in different group exhibitions suchas the 2013 Sedimenta Festival (Urbania, Italy) and New Craft – XXI Triennale International Exhibition in 2016 (Milan, Italy). They won the Premio Abbado in 2015 (a prize awarded by the Italian Ministry of Education, Universities and Research), and have enjoyed various artistic residencies, such as Waaw 2017 in Saint-Louis (Senegal). At present, their members live and work between London, Catania and Bolzano.